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- F: Signor Ministro, con tutti i problemi che ha la scuola absurdistana, il registro elettronico era proprio una priorità? In che modo ciò contrasterà la dispersione e migliorerà le basse competenze degli studenti dell’Absurdistan emerse dalle classifiche Ocse?
 
- G: Voi insegnanti non siete solo vecchi anagraficamente siete proprio vecchi nella testa, misoneisti, benaltristi, facinorosi.
 
- F: Imporre di insegnare una materia nell’ultimo anno dei licei e degli istituti tecnici senza prevedere una collaborazione tra docenti di lingua e di disciplina, non è come cominciare dal tetto anziché dalle fondamenta? Non si è sempre detto che i docenti sono autoreferenziali, perché non cogliere l’occasione del CLIL per farli collaborare? Perché non aumentare le ore di lingue straniere e addirittura eliminare le lingue diverse dall’inglese nei licei? Non le sembra contraddittorio? Perché per gli istituti professionali il CLIL non è previsto? Perché un docente di tedesco che ha sostenuto tre esami di storia non può insegnare qualche modulo di storia in lingua tedesca, mentre un docente di italiano non abilitato che non ha mai insegnato nella scuola superiore di secondo grado, con due esami di storia, può addirittura essere in commissione d’esame per gli esami di Stato?
 
- G: Troppe domande tutte insieme! Comunque si può rispondere in modo sintetico a tutte quante: costava troppo. La pezza a colori del CLIL ha permesso di eliminare un’ora di lingua inglese dal liceo scientifico, di abolire il costoso bilinguismo delle sperimentazioni, di ridurre le ore di inglese addirittura al liceo linguistico: prendi due, paghi uno e i sindacati non se ne sono accorti. Che capolavoro! Se vogliono collaborare gratis, nessuno glielo vieterà, anzi! E’ ovvio che il CLIL non è previsto nei professionali. Perché farli studiare da signori se devono fare gli schiavi? Spero avrà apprezzato la citazione di Nietzsche. All’esame di stato interessa avere tutti i commissari presenti, la qualità e la preparazione non sono mai state una priorità. Non si considerano i titoli neanche dei docenti di ruolo. Li sceglie il computer! Non è che si dà la precedenza a chi ha pubblicazioni, due lauree, due abilitazioni, master o dottorati di ricerca. Neanche nel caso dei presidenti di commissione. Basta avere qualcuno disponibile per le sostituzioni. Ma lei chi è? Biancaneve?
 
- F: Finalmente un po’ di sincerità, di cui la ringrazio, signor Ministro. Ma non le sembra grave che il futuro di uno studente sia deciso da un commissario poco preparato? E chi esaminerà gli studenti della disciplina in lingua veicolare?
 
- G: Ma il voto di maturità non conta molto o forse sì, non mi ricordo, bonus non bonus, non ci capisco più niente neanche io! Tanto sono sempre quasi tutti promossi e chi è promosso non fa ricorso.Chi li esaminerà? Non lo so, vedremo: nomineremo sempre gli interni. Non è che possiamo offrire una visione lungimirante, un orizzonte d’attesa, una prospettiva: tamponiamo le emergenze a casaccio. Mica siamo statisti!
 
- F: Come mai l’Absurdistan è l’unico paese al mondo in cui la formazione in servizio degli insegnanti non è obbligatoria?
 
- G: Per il pactum sceleris stretto tra sindacati e i governi che si sono succeduti nei vari decenni: poca paga, poca predica!
 
- F: Il decreto scuola si chiama “La scuola riparte” quindi implicitamente si afferma che prima si era fermata. Perché allora non tornare su decisioni infelici e diminuire il numero di alunni per classe, ad esempio?
 
- G: misoneista, benaltrista, facinorosa. Ai miei tempi le maestre avevano 40 alunni per classe.
 
- F: Ma all’epoca solo lo 0,5 di quegli alunni si sarebbe iscritto all’università, mentre adesso, per fortuna, le percentuali sono diverse. Si vuole ritornare a quella percentuale?
 
- G: misoneista, benaltrista, facinorosa.