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A conferma che la metafora anatomica anche grossière è molto in voga, recentemente si è dibattuto della traduzione in inglese di “avere gli attributi”. Nel decreto scuola si intravvede in nuce una nuova figura di cireneo che dovrà avere i suddetti di cemento armato, perché senza percepire alcun compenso svolgerà un lavoro improbo.
Infatti al fine di evitare agli studenti l’acquisto di quei pleonastici e superati oggetti chiamati libri, sostituiti nel cosiddetto “decreto scuola” da materiali digitali che i docenti sono incoraggiati a preparare: dovranno insegnare ai ladri a rubare,cioè inseguire i nativi digitali sul loro terreno e farli diventare sempre più dipendenti dalle tecnologie senza far toccare loro un libro cartaceo, neanche a scuola.
Infatti, si prevede la figura di “un docente supervisore che, anche avvalendosi di altri docenti (quali, pagati come?) garantisce, la qualità dell’opera sotto il profilo scientifico e didattico, in collaborazione con gli studenti (?!?) delle proprie classi in orario curricolare (per non pagarlo?) nel corso dell’anno scolastico.
L’opera didattica è registrata con licenza che consenta la condivisione e la distribuzione gratuite e successivamente inviata, entro la fine dell’anno scolastico, al Ministero dell’Istruzione, dell’università e della ricerca e resa disponibile a tutte le scuole statali”.
Nasce quindi una nuova figura di improvvisato: il docente scrittore, redattore, editore con tanti saluti ai diritti d’autore, una cosa superata così come i libri cartacei. Per fortuna, nulla di tutto ciò è obbligatorio, perché al comma 1 dell’articolo 6, si legge “ fatte salve l’autonomia didattica e la libertà di scelta dei docenti”. Bontà loro, o meglio bontà dell’articolo 33 della Costituzione. Purtroppo nessun articolo salverà i bambini da altri improvvisati allo sbaraglio che dovranno insegnare alla scuola materna non meglio identificati primi elementi della lingua inglese per la formazione integrale delle bambine e dei bambini anche promuovendo il plurilinguismo, ossia per promuovere il plurilinguismo si insegnerà solo una lingua straniera: l’inglese. Pertanto, a proposito di metalli duri e di metafore zoomorfe, citando Francesco Domenico Guerrazzi, si potrebbe dire agli insegnanti e agli studenti investiti da continui cambiamenti in itinere (vedi bonus maturità) ad ogni insediamento di nuovo ministro: “La pazienza è cosa dura, e convien meglio alla groppa del somiero, che all'anima dell'uomo.” Stupisce, inoltre, che la differenza di genere sia riconosciuta solo a chi frequenta la scuola materna, mentre “il supervisore” è solo maschile e anche “il docente”, ma di fronte alla metafora fallologocentrica usata in modo tanto disinvolto e compiaciuto, queste sono inezie.