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Il 2017 si è aperto in modo molto triste per chi ha a cuore l’istruzione e la ricerca: sono morti Tullio De Mauro e Claudio Gorlier, cui i telegiornali hanno dedicato meno spazio che a George Michael. Avendo il senso del ridicolo, non tesserò io le lodi di questi dotti e illustri studiosi di fama internazionale sui cui testi ci siamo formati, ma mi ha colpito che, casualmente, la loro morte abbia coinciso con la discussione sulle cosiddette “fake news”, ossia l’allarme per le notizie false diffuse in internet, allarme, a mio avviso, funzionale a controllare le notizie in modo tale da evitare quelle scomode. Il loro ricordo sui giornali strideva per la mancata correlazione tra le lamentazioni per la diffusione di notizie false e il mancato auspicio a sviluppare maggiori capacità critiche per difendersene, anziché ricorrere al controllo peloso. Quando entriamo in classe ricordiamoci ogni giorno del rischio dell’analfabetismo funzionale (l’incapacità di passare dalla decifrazione e faticosa lettura alla comprensione di un testo anche semplice) e di questa frase di De Mauro:

“Purtroppo l’analfabetismo è oggettivamente un instrumentum regni, un mezzo eccellente per attrarre e sedurre molte persone con corbellerie e mistificazioni” http://www.lavocedinewyork.com/arts/lingua-italiana/2016/03/28/analfabetismo-italiano-e-la-repubblica-fondata-sullignoranza/ (link esterno)

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